Questo sito utilizza cookies. Chiudendo la presente notifica o interagendo con il sito, se ne autorizza l'impiego come descritto nella nostra informativa

  • Tel. +39 026744581
  • Email info@afidamp.it

Notizie | Eventi

L’industria e la distribuzione di prodotti per l’igiene lavorano a singhiozzo a causa dell’esclusione dall’allegato 1 del DPCM 22 marzo con la conseguenza di ritardare o addirittura impedire le consegne di prodotti per la sanificazione ospedaliera

rielloMilano, 31 marzo 2020 - Giuseppe Riello, Presidente di AFIDAMP, associazione nazionale dei fabbricanti e rivenditori dei prodotti e delle tecnologie per la pulizia professionale e sanificazione, in una ennesima lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, denuncia una situazione preoccupante che ritarda le consegne di prodotti per la pulizia professionale e sanificazione, indispensabili in questa emergenza sanitaria.

Questa difficoltà è dovuta al mancato inserimento di produzione e distribuzione di prodotti per la pulizia professionale nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo e successivo DM 25 marzo 2020.

Il decreto ha già riconosciuto il ruolo fondamentale della sanificazione, inserendo nell’allegato 1 la categoria chimici, che produce i disinfettanti e i prodotti detergenti.  La sanificazione è stata tra l’altro ampiamente raccomandata dal cosiddetto decreto CURA Italia. Tuttavia i detergenti non posso essere utilizzati se non ci sono gli strumenti per applicarli, quali panni e machine.

Purtroppo anche la categoria che distribuisce tutti i prodotti per la pulizia è stata esclusa dall’allegato 1 con conseguenti difficoltà a rifornire ospedali, case di cura, supermercati e imprese.

Giuseppe Riello, ha dichiarato: “Crediamo che sia stata commessa una grave dimenticanza a cui, nell’interesse del Paese, chiediamo sia posto immediato rimedio. Consentire, come spiegato nella lettera d) del DPCM del 22 marzo, le attività funzionali alle pulizie tampona il problema ma comporta tutta una serie di problemi burocratici che limitano l’operatività delle aziende in un momento in cui dovrebbero, invece, essere libere di agire con il massimo rendimento”.