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Notizie | Eventi

La tempesta perfetta: l’aumento dei prezzi delle materie prime rischia di impattare sul lavoro

Il Presidente di Afidamp, Giuseppe Riello, interviene sul tema dei costi delle materie prime

Il 19 novembre il Presidente di Afidamp Giuseppe Riello ha preso parte alla Tavola rotonda “La tempesta perfetta” organizzata da Dimensione Pulito. Insieme a lui l’Onorevole Diego Zardini, Commissione Attività Produttive alla Camera dei deputati, e Klaudjio Kassler, economista del Dipartimento di Economia dell’Università di Trento. Al centro del webinar, trasmesso in diretta su YouTube, LinkedIn e Facebook, il tema dell’impennata del costo delle materie prime e dell’energia, analizzato dal Professor Kassler come aumento congiunturale, dovuto alla situazione che si è creata con la pandemia: blocco delle attività produttive, chiusura delle aziende, fermo dei trasporti e, successivamente una richiesta superiore alla norma e in tempi rapidi. L’aumento dei prezzi, in particolare del petrolio e dell’energia, porta con sé aumenti in tutte le direzioni.

Il Presidente Riello ha portato il punto di vista delle imprese, in particolare del settore del Cleaning Professionale, evidenziando come l’aumento dei prezzi delle materie prime rischi di essere endemico e di non risolversi nel 2022. “E’ da fine 2020ha precisato Riello - che abbiamo visto crescere i prezzi di tutte le materie prime, con un incremento medio del 60%: dal metallo alla gomma, dalla plastica ai componenti; persino i pallet e gli imballi hanno registrato un aumento dell’80%. È quindi inevitabile che le aziende abbiano aumentato i prezzi dei propri prodotti”. Un’azienda è solida, come ha precisato Riello, se ha margine e in questi mesi tutte le imprese, di ogni settore, si sono ritrovate a inseguire il margine, che vedevano progressivamente ridursi. La necessitò di sostenere costi eccessivi e, mesi dopo, di recuperare marginalità crea un sistema distonico. “Nel nostro settore – prosegue Riello - abbiamo visto aumentare il fatturato, ma ciò è dovuto solo all’aumento dei prezzi di listino dei prodotti e non a un aumento del volume e cioè dei prodotti immessi sul mercato. Di fatto questa non è una crescita reale e dà del settore un’immagine falsata. Credo che questa situazione durerà ancora e che non si risolverà nel 2022. Servono interventi importanti anche a livello politico, perché è inevitabile che questi aumenti si riflettano anche sui prezzi al consumo e, di conseguenza, rischiano di generare dei problemi a livello salariale”.

L’auspicio del Presidente Riello è proprio quello che a livello politico nazionale e internazionale si riesca a operare per ridurre gli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Un’attività, come ha specificato l’Onorevole Zardini, ospite della tavola rotonda, sulla quale il Governo sta lavorando anche con gli organismi europei e internazionali, per stanziare fondi per superare questo problema e non creare un’onda anomala che travolga l’intero sistema del lavoro. La priorità assoluta, ha precisato Zardini, è proprio un lavoro per il contenimento del costo dell’energia.

Il webinar, moderato da Maurizio Pedrini, è stata anche l’occasione per riflettere sui rapporti con il mercato cinese, fornitore di moltissime materie prime. “Un effetto positivo della pandemia – ha commentato Riello - è stato quello di riportare molte aziende italiane a tornare a lavorare con fornitori italiani, forse più costosi, ma certamente più rapidi nelle consegne rispetto alla concorrenza cinese. Sono stati rivisti accordi economici e si torna a lavorare sul proprio territorio. Un segnale che valuto positivamente”.