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Notizie | Eventi

Il settore dei servizi integrati chiede legalità e trasparenza. No alle gare al massimo ribasso

Un giro d'affari complessivo di circa 12 miliardi di Euro, oltre 500.000 addetti, 23.000 imprese di servizi.

Milano, 26 marzo 2014 - Il settore dei servizi integrati comprende imprese di pulizia, multiservizi o servizi integrati veri e propri. Le attività dei servizi di pulizia rappresentano circa il 70% del fatturato complessivo. Il giro d'affari delle imprese di servizi è di 9,5 miliardi con oltre 500.000 addetti. È un comparto in grado di creare occupazione stabile e qualificata, ma è necessario che chi opera nel settore sia messo nelle condizioni di agire in regolarità e con gare d'appalto che escano dalla logica del massimo ribasso. I ritardi nei pagamenti deprimono il settore, sia nella produzione che nelle imprese. Le imprese di servizi, rilevate dall'ONBSI (Organismo nazionale bilaterale servizi), hanno registrato una crescita importante fino al 2008: tra il 1996 e il 2008 il comparto è infatti aumentato in termini di numero imprese del 51% e del 93% in termini di addetti. Solo nel 2010 incomincia a sentirsi una battuta d'arresto a seguito della crisi.

'Il settore è ancora in grado di creare occupazione qualificata e stabile, ma è necessario che ci si confronti con le Istituzioni per porre al centro le tematiche della legalità e del lavoro, della regolarità contributiva e fiscale e dell'eticità del mercato', afferma Giuseppe Gallinari, Presidente ONBSI.

Diverse sono le criticità che affiggono il settore: la committenza pubblica e privata, a fronte della crisi, tende a tagliare i costi con comportamenti che rischiano di penalizzare le imprese serie e strutturate; l'assegnazione di incarichi con tagli consistenti ed a prezzi inferiori al costo del lavoro riapre la strada alla irregolarità fiscale e contributiva e rischia di riportare migliaia di lavoratori e di lavori nell'area del mercato illegale e dell'economia criminale. Il settore può ancora realizzare una crescita imprenditoriale e di lavoro stabile e legale. La specializzazione delle imprese, la capacità di integrare servizi nell'organizzazione reale del facility, sono le linee di un ulteriore sviluppo. Questo sviluppo richiede investimenti sulle competenze, sulla stabilizzazione dei lavoratori, incrementando le ore lavorate, facendo crescere la dignità ed il valore del lavoro. Sono queste le finalità che si pongono a livello europeo le organizzazioni dei lavoratori.

Un dato preoccupante è la percentuale consistente di società in perdita, indicativo della presenza di soggetti che, anche per la scarsa capacità imprenditoriale, producono danni alle aziende più strutturate con offerte sbagliate che portano le società alla chiusura, quando non diventano strumenti dell'economia illegale. Per questo è importante porre attenzione all'accesso al mercato. Non è possibile che in un settore dove su 100 euro fatturati oltre 60 sono in imposte, contributi e tasse, non si sviluppi un adeguato controllo sulla serietà imprenditoriale e sulle capacità degli operatori. Molti bilanci risentono sicuramente degli oneri finanziari derivanti dai ritardi di pagamento (dall'analisi interna a Legacoop superano nel settore i 260 giorni, con punte superiori ad un anno). Questa situazione pesa su un settore a bassa redditività e con rigidità dei costi (stipendi, contributi, imposte) i cui pagamenti non si possono rinviare o scaricare sui fornitori come avviene in altri settori. E' indispensabile trovare una soluzione a questo problema che rischia di rappresentare un grave limite alle potenzialità di sviluppo delle imprese e di nuova occupazione regolare, in linea con la normativa comunitaria.

Tipologia di imprese
Il sistema è caratterizzato da una grande frammentazione: l'INPS riceve contributi da 22.965 imprese per una media nazionale di poco meno di 19 addetti per impresa. 8.082 sono quelle censite dalla ricerca ONBSI, circa il 40% delle imprese versanti contributi, ma che rappresentano una parte significativa del settore. Il settore dei servizi di pulizia descritto dai dati UnionCamere risulta composto da un mosaico di organizzazioni di diversa finalità. L'eterogeneità delle strutture ha un'immediata ricaduta sui profili organizzativi a partire dalle formule giuridiche e dagli assetti societari. Le forme più diffuse tra le organizzazioni registrate, nei dati di UnionCamere, sono quelle di S.r.L., di Società Cooperativa e di Società Cooperativa a responsabilità limitata. Semplificando il dato nazionale possiamo comunque dire che rispetto alle forme cooperative (44,28%) la distribuzione è sbilanciata a favore delle società a responsabilità limitata e a nome collettivo (54,69% compreso il 7,57% di organizzazioni a socio unico); sono meno dell'1% le società per azioni.
"Il comparto dei servizi integrati e del facility management", evidenzia Lorenzo Mattioli – Presidente ANIP FISE (l'Associazione delle imprese di pulizia e servizi integrati di Confindustria), "ha vissuto negli ultimi anni una fase di crescita continua. L'intero comparto dei servizi rappresenta oggi oltre il 44% dell'ammontare complessivo dei contratti pubblici e sviluppa un potenziale di fatturato che supera i 130 miliardi di euro per 2,5 milioni di addetti. Nonostante questi importanti numeri, il settore non ha ancora ricevuto un pieno riconoscimento da parte delle Istituzioni. Proprio per dare adeguata rappresentanza e visibilità al comparto, ANIP sta lavorando da mesi a un Progetto di Legge quadro che intende qualificare i servizi integrati, razionalizzarli ed implementarli per rendere più efficiente la spesa pubblica, senza produrre ricadute negative sulla qualità dei servizi e sull'occupazione; un progetto pienamente in linea con la riforma dei mercati pubblici recentemente approvata dal Parlamento europeo".