Questo sito utilizza cookies. Chiudendo la presente notifica o interagendo con il sito, se ne autorizza l'impiego come descritto nella nostra informativa

  • Call Us +39 026744581 or
  • Email info@afidamp.it

Notizie | Eventi

Le opportunità dell’Industria 4.0 presentate al settore del cleaning professionale

Dopo la sessione dedicata all’Industria 4.0 svoltasi nel corso dell’ultimo Forum Pulire, Afidamp torna sull’argomento con un convegno di approfondimento che ha presentato ai propri associati e alle imprese di servizi i dettagli del Piano Nazionale e le modalità di accesso alle agevolazioni da esso previste. Ha aperto i lavori Sergio Terzi, Co-direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano e parte della cabina di regia voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico sul tema. Questa la definizione del nuovo modello di business ‘L’espressione Industria 4.0 esprime una visione del futuro secondo cui le imprese industriali e manifatturiere, grazie alle tecnologie digitali, aumenteranno la propria competitività grazie alla maggiore interconnessione delle proprie risorse (impianti, persone, informazioni), siano interne alla Fabbrica sia distribuite lungo la catena del valore’ (Politecnico 2015). Nove sono le tecnologie abilitanti per sviluppare tale modello: robot collaborativi interconnessi e rapidamente programmabili, stampati in 3D connesse a software di sviluppo digitali, realtà aumentata a supporto dei processi produttivi, simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi, integrazioni e informazioni lungo la catena del valore dal fornitore al consumatore, comunicazione multidirezionale tra processi produttivi e prodotti, gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti, sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi aperti, analisi di un’ampia base dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi sulla base della connettività, del computing e della virtualizzazione.  I benefici che porta sono la maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala, maggiore velocità dal prototipo alla realizzazione in serie attraverso tecnologie innovative, maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione errori e fermi macchina, migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale, maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dall’Internet delle cose. Terzi ha evidenziato ancora un grande gap, non soltanto nell’implementazione di queste tecnologie in Italia rispetto agli altri Paesi, ma soprattutto a livello della percezione e della conoscenza da parte dei dirigenti. Da una ricerca condotta infatti nell’estate del 2016 è emerso che il 38% dei dirigenti d’azienda intervistati ha affermato di non conoscere il fenomeno, e il 62% ha dichiarato di non avere in programma alcuna indagine sulle competenze digitali all’interno della propria azienda. 
Il Piano Nazionale Industria 4.0 intende quindi colmare questo divario, favorendo le aziende negli investimenti in produttività e innovazione. Le linee guida del Governo intendono operare in una logica di neutralità tecnologica rispetto alle diverse esigenze, intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali, operare sui fattori abilitanti, orientare strumenti esistenti per favorire il salto tecnologico e la produttività, coordinare i principali stakeholder senza ricoprire un ruolo dirigista. 
La parola è quindi passata a Luca Del Gobbo, Assessore all’Università, Ricerca ed Open Innovation di Regione Lombardia, che ha illustrato le opportunità per le imprese a livello regionale.  Si parte dalla norma sulla Manifattura diffusa 4.0, a favore della rivoluzione tecnologica che attraversa tutto il sistema imprenditoriale. Punto fondamentale è l'integrazione tra formazione professionale, ricerca e lavoro artigiano, in raccordo con Università, Centri di ricerca e imprese, anche in ambito internazionale. La legge stabilisce la possibilità di introdurre strumenti innovativi di finanziamento e patrimonializzazione, così come la promozione delle iniziative di finanziamento diffuso. Si prevede una ulteriore razionalizzazione e semplificazione dei controlli, oltre che misure di semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento delle Agenzie delle imprese o attraverso convenzioni con altri Enti pubblici. Quanto al fisco, si prevedono agevolazioni, nei primi cinque anni di vita dell'impresa, sulle misure di competenza regionale. La nuova legge “Lombardia è ricerca e innovazione”, della fine del 2016, introduce una serie di nuovi strumenti, tra cui 40 milioni di euro a fondo perduto per progetti che creano prodotti e processi innovativi da trasferire sul mercato.
Alessandro Marini dell’Associazione Fabbrica Intelligente Lombarda ha sottolineato l’importanza di  favorire ricerca e innovazione nel settore manifatturiero avanzato, promuovendo migliori pratiche e tecnologie abilitanti, in modo da supportare e sviluppare la leadership e la competitività del sistema produttivo, attraverso la costruzione di una comunità stabile di imprese, Università, Enti di ricerca ed Associazioni che collaborano tra loro per promuovere progetti e iniziative di ricerca e innovazione e supportare lo sviluppo di una rete extraregionale di Ricerca e Innovazione attraverso la partecipazione al Cluster nazionale Fabbrica Intelligente – CFI e il collegamento con altre regioni europee nell’ambito delle strategie di Smart Specialisation. Marini ha voluto sottolineare che l’Industria 4.0 non è appannaggio solo delle grandi imprese, ma che attraverso processi di innovazione, l’acquisto di nuovi macchinari, un maggior controllo dei flussi aziendali è possibile anche per le imprese medie e piccole accedere a questo nuovo modello. In particolar modo il Piano Nazionale Industria 4.0 favorisce realmente l’accesso delle PMI a questo sistema.
La parola è passata poi a Beppe Fumagalli, Amministratore Delegato di Candy, che ha sottolineato l’importanza dell’analisi della grande quantità di dati connessi. La capacità di analisi, o meglio l’incapacità di analizzare l’ingente mole di informazioni raccolte dai big data, è un problema già anticipato da Terzi nel corso del suo intervento, che invalida gli sforzi di modernizzazione verso l’Industria 4.0. Riprendendo il concetto Fumagalli ha evidenziato quanto sia importante l’analisi puntuale dei dati nel campo, per esempio, dell’assistenza tecnica e di come sia fondamentale conoscere nel dettaglio il consumatore e le sue abitudini. Il mercato tuttavia, nonostante le presentazioni, le proiezioni future e i trend ormai già segnati dal grande utilizzo della robotica, è ancora molto piccolo. Per il settore che riguarda Candy direttamente infatti soltanto il 2% degli elettrodomestici è ‘connettibile’ ed è ancora difficile cogliere il beneficio reale tra prodotto e servizio.
Sabina Maruggi è quindi poi entrata nel vivo degli strumenti offerti dal Piano Nazionale Industria 4.0 spiegando le condizioni di accesso all’iperammortamento, dove dato un investimento di 100 €, oltre alla normale deduzione pari a 24 € di imposte, è possibile una deduzione fuori bilancio di ulteriori 150€ pari a 36 € di imposte nell’arco del periodo di ammortamento del bene. Nel caso di superammortamento per i software è possibile ottenere una ulteriore deduzione di 40 €, pari a 10 € di imposte. Il credito di imposta in ricerca e sviluppo (denaro cash spendibile su tributi e contributi da F24) è pari al 50% del delta oneri dell’anno rispetto al triennio di riferimento (12-13-14). Da ultimo il potenziamento del contributo della Sabatini Ter con l’incremento del contributo annuo in conto interessi fino al 3,75%.
Ha chiuso la mattinata di lavori l’intervento di Giorgio Ciurlo di SCA, presentando una soluzione digitale per la gestione delle pulizie dei bagni con dispositivi connessi in grado di fornire dati in tempo reale a favore di qualità, efficienza e motivazione del personale. Con l’analisi dei dati il processo è ottimizzato con maggior soddisfazione da parte di tutti i soggetti coinvolti.
 Con l’Industria 4.0, che fine faranno i lavoratori? Questa è stata la domanda che ha animato il dibattito successivo agli interventi, dove si è convenuto sul fatto che sicuramente ci sarà una riduzione di posti di lavoro, ma che si auspica la loro sostituzione con nuove professionalità.
Numerose anche le domande tecniche sulle agevolazioni previste dal piano.